VICKY
Mi chiamo Victoria amo la vita e la mia famiglia: moglie, mamma di un piccolo curioso e di quattro gatti e un cane. Ho varie passioni fra cui l’organizazione, il risparmio, la cura del mio orto, pinterest, l’archeologia “fuori posto”, la lettura e il lavoro ai ferri e sto anche cercando di imparare l’uncinetto...
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Medaglie per la pipì per aiutare i piccoli di casa

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Medaglie per la pipì per aiutare i piccoli di casa

Medaglie per la pipì per aiutare i piccoli di casa

Medaglie per la pipì per aiutare i piccoli di casa,… ma non solo per la pipì… Come vi avevo già raccontato qui, qui e qui … abbiamo conquistato il vasino da un po’, però, il passaggio alla scuola materna e altri cambiamenti hanno probabilmente favorito un piccolo passettino indietro…

Mi spiego meglio…

Cosa penso sia successo

Il fatto di non essere più uno dei grandi fra i piccoli, (come lo era al nido avendo frequentato solo l’ultimo anno) ed essere invece ora uno dei piccoli, fra i grandoni quasi pronti per le elementari, insieme ad un lieve cambio degli ambienti scolastici e soprattutto un po’ meno gioco e più didattica e quindi più regole, può senz’altro aver un po’ disorientato il cucciolo di casa…

Aggiungiamo che ci sono stati anche altri cambiamenti nella routine quotidiana e settimanale…

Insomma tutto questo a mio avviso ha provocato una sorta di protesta che come risultato ha portato ad una consapevole scelta di non recarsi al bagno e vi lascio immaginare il numero di lavatrici avviate…..

Tutto questo accadeva  sia a scuola che a casa.

Come mi è venuta l’idea delle medaglie

Dovete sapere che ho un glorioso passato di enuresi notturna fino ad un’età incredibile, dovuta ad ansie e vattelappesca, per cui non mi sarei comunque scomposta per simili episodi, però qui non ci si limita alla pipì e soprattutto c’è la piena consapevolezza del farlo da svegli e appunto, non solo la pipì.

E’ stato quindi, subito chiaro che fosse una richiesta di attenzione di qualche tipo, ma un giorno mi ha detto una frase che mi ha fatto capire che dovevo aiutarlo attivamente e non aspettare che passasse, perché era chiaro dalle sue parole che si, lo faceva apposta, però non ne era contento.

No, non vi dirò le sue parole, ma vi descriverò invece l’emozione forte che mi ha investita e fatto tornare alla mente la me piccolina (ma non così piccola).

Mi ha fatto tornare alla mente quando mi svegliavo un secondo dopo essermela fatta addosso, con un mix di emozioni e sensazioni: solo un istante dopo aver sentito il calore della pipì mi ritrovavo congelata a staccarmi di dosso i vestiti fradici, scocciata e stanca perché avevo sonno e invece dovevo aspettare che mamma mi prendesse un pigiama asciutto e che cambiasse la traversina, l’imbarazzo perché io ero più grande del mio cucciolo e un po’ di timore di poter essere sgridata anche se naturalmente non venivo sgridata…( E questo è uno dei motivi che mi ha spinto ad agire.)

Credo di essere stata una delle poche bambine che non voleva andare a dormire dalle amiche, né mi sarei mai sognata di invitarle da me per questo motivo: gli unici due pigiama party ai quali ho partecipato mi avevano stressato e stancato, visto che per la fifa di bagnare qualcosa non ho chiuso occhio in nessuna delle due occasioni.

Poi un giorno la mia mamma…

Poi un giorno la mia mamma chiedendo consiglio al pediatra su come aiutarmi per non viverla in maniera così frustrante, arrivò con un’idea speciale.

Un calendario, i timbri di Tom e Jerry e la spiegazione: avremmo messo un timbro ogni volta che fosse andata bene, e ogni volta che si stabiliva un traguardo nuovo, c’era una piccola ricompensa che poteva consistere in una bustina di figurine o un gelato ecc…

Ero così contenta, non per le ricompense, ma perché era un segreto tra me e la mamma e soprattutto stava funzionando: chiunque entrasse in casa vedeva solo un calendario in dialetto bolognese con miliardi di timbri, ma nessuno mai avrebbe saputo cosa rappresentasse, al di fuori della mia mamma e me…

Per cui … grazie mamma mi hai aiutato tanto

 

Ma per il mio cucciolo il calendario non ha ancora nessun significato…

Ma sa cosa sono le medaglie,njh per cui, è bastato spiegargli che ogni volta che si utilizza il bagno si vince una medaglia di colori diversi per pipì e per la cacca: con molto entusiasmo abbiamo cominciato a riempire il foglio attaccato in salotto, finché un giorno non ha nuovamente fatto apposta la pipì. Con calma gli ho spiegato che avremmo dovuto togliere una delle medaglie, ma che l’avremmo riattaccata alla prima occasione; purtroppo, è rimasto senza parole, ma sembrava rientrato il problema, poi un secondo episodio a scuola un po’ più importante e appena arrivati a casa gli ho rispiegato la stessa cosa, e in questa occasione è scappata qualche lacrima, ma ad oggi sembrerebbe che le medaglie gli piacciano e ne vada anche fiero, a differenza mia, lui le mostra a chiunque entri in casa, per cui spero di essere sulla buona strada, anche perché adesso non le disegno più io, vuole colorarle lui, io posso solo ritagliarle. Sono sicura che fra un po’ non ci sarà più bisogno delle medaglie, ma vi farò sapere.

Per ora spero solo di avergli dato l’aiuto e l’incoraggiamento di cui aveva bisogno per superare questo momento.

Non avete voglia di disegnare e ritagliare le medaglie?.. Nei link qui sopra potrete trovare divertenti adesivi…

E voi? Avete vissuto situazioni simili con i vostri bimbi? Avete avuto idee o ricevuto consigli validi? Raccontatemeli: scrivetemi un messaggio in posta nella pagina Facebook o commentate direttamente sotto al post e soprattutto condividete. Spero che questo piccolo post possa aiutare tante mamme che vogliono aiutare i loro bambini.

Per il momento vi saluto, un abbraccio e a presto.

 

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